Questi pannelli ad intarsio sono realizzati utilizzando assolutamente al naturale (SENZA colorazioni artificiali, scuriture, bruciature, sabbiature, pirografie o scoloriture) 108 essenze diverse di legno tra cui i legni dell'ebanisteria classica: ebano, bois de rose, bois de violet, palissandro, bosso, ecc. e quelli di particolari qualità di piante italiane. Sono anche utilizzati legni antichi ricavati da mobili, travidi vecchie case e manufatti.

Tutto il materiale è tagliato con seghe a nastro o fatto tranciare a 2-3 mm di spessore (dopo le varie carteggiature, lo spessore definitivo sull'opera, è però leggermente inferiore in maniera variabile) e incollato su un supporto di multistrato listellare della migliore qualità, trattato all'origine contro tarli e muffe.

La colla utilizzata è esclusivamente del tipo a caldo, di origine animale (la stessa usata nell'ebanisteria antica); la stuccatura, pur minima, è realizzata a cera secondo la tradizione classica: cera vergine di api con disciolti a caldo pigmenti naturali e terre d'ombra come per l'encausto. La lucidatura è fatta a cera, utilizzando la formula usata fin dal sedicesimo secolo, mescolando cioè cera vergine d'api, cera carnauba (vegetale), pece greca e olio di trementina.

La manutenzione, che queste opere richiedono, è minima, praticamente una leggera inceratura, per nutrire il legno ogni 2 o 3 anni o comunque quando il legno comincia a dare segni di stanchezza. In ogni caso di mancanza di un prodotto analogo l'autore potrà fornire la cera che prepara personalmente.
È meglio comunque non collocare i pannelli vicino a fonti di calore o su pareti particolarmente umide per misura del tutto precauzionale, in quanto i materiali e le colle usati sono resistentissimi e queste opere sono probabilmente destinate a mantenersi inalterate per moltissimi anni.